
L'olio, uno dei prodotti a noi più familiari,
ha origine in tempi molto remoti. Proveniente dall'Oriente, in età
minoica l'ulivo viene introdotto a Creta: su quell'isola si affinano
le tecniche di produzione dell'olio e della relativa conservazione
per assicurarsi le scorte necessarie e per avviare i primi timidi
tentativi di esportazione.
In Grecia l'olio di oliva vede differenziarsi per la prima volta il
suo utilizzo: oltre all'uso alimentare se ne fa un prezioso ingrediente
per preparati cosmetici (unguenti per il corpo, emulsioni idratanti,
ecc.).
I Romani poi scoprono nell'olio di oliva anche le virtù medicamentose.
Non è quindi casuale che proprio i Romani imprimano una nuova
spinta allo sviluppo della coltivazione dell'ulivo, tanto da far nascere
l'esigenza di una classificazione; questo prodotto, buono per così
tanti usi, viene selezionato in cinque diversi tipi.
Un'idea che ha anche risvolti commerciali; il mercato mostra interesse
e così nascono nuove figure "professionali": i venditori
di settore. La commercializzazione del prodotto viene razionalizzata
ed addirittura codificata con la creazione di una sorta di Borsa dove
vengono trattati i prezzi di compravendita.
L'olio, e con lui la sua pianta madre l'ulivo, si legano indissolubilmente
alla storia dell'uomo. Il pregiato prodotto attraversa, così
come la storia dell'umanità, periodi oscuri (nei secoli successivi
all'epoca romana è relegato solo all'attenzione dei grandi
monasteri) e periodi di estrema "fioritura" (con le nuove
forme contrattuali garantite ai contadini nel Medioevo).
Durante il '300 si delineano due scuole di pensiero riguardo ai condimenti:
le popolazioni del Nord Europa affermano il primato dei grassi animali
come il burro e lo strutto; convinzione dovuta alla prevalenza delle
attività di allevamento su quelle agricole, essendo queste
ultime limitate, per fattori climatici, alle coltivazioni cerealicole
ed al pascolo; nell'Europa mediterranea invece, e specialmente nell'Italia
peninsulare, l'olio di oliva diventa il condimento naturale per ogni
tipo di preparazione.
Il '700 vede una vera e propria catalogazione dell'ulivo e dei suoi
frutti, classificati a seconda della provenienza geografica. Inoltre
grazie ad una economia in continua crescita, viene incentivata la
coltivazione dell'ulivo, e la sua fama si allarga raggiungendo la
maggior parte dei paesi europei.
Il prodotto italiano si fa conoscere, ed è proprio nel '700
che Liguria e Toscana definiscono meglio la loro vocazione olivicola,
estendendone al massimo la coltivazione. Durante l'800 gli uliveti
invadono l'Umbria, regione destinata a rimanere a lungo una delle
principali produttrici di olio.
Si arriva così al '900: nei decenni del dopoguerra e del boom
economico l'olio vede diminuire notevolmente il suo apprezzamento
come ingrediente nutrizionale; considerato alimento povero viene sostituito
in gran parte dai "ricchi" grassi animali.
Oggigiorno, grazie al riconoscimento delle qualità salutistiche
della dieta mediterranea, diventata un modello alimentare ideale,
è stata notevolmente rivalutata la valenza nutrizionale dell'Olio
Extra Vergine di Oliva che, insieme ai cereali, ai legumi, agli ortaggi,
alla frutta ed alle vitamine A, E e C, è un ingrediente fondamentale
di questa dieta.
L'Olio Extra Vergine di Oliva diventa così un fenomeno italiano
che riscuote un successo crescente anche nel resto del mondo.
Olio e la Salute
L'Olio Extra Vergine di Oliva vede confermate dalla scienza le sue
doti di alimento sano, capace di prevenire molte malattie e anche
di curarle.
Recenti studi hanno dimostrato che l'Olio Extra Vergine di Oliva
è ricchissimo di acidi grassi monoinsaturi come l'acido oleico,
che svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione di malattie
quali: arteriosclerosi, ipercolesterolemia e cardiopatie. Stimola
la produzione della bile, e favorisce la digestione. Aumenta, inoltre,
di 400 volte le difese immunitarie.
Effetti sul colesterolo
La presenza di acidi grassi monoinsaturi contribuisce a ridurre
il colesterolo totale nel sangue e ad aumentare il colesterolo HDL,
quello cosiddetto "buono". Quest'ultimo garantisce l¹integrità
delle arterie favorendo la rimozione di eventuali placche arteriosclerotiche
e prevenendone l'aderenza alle pareti. Grazie a questi effetti l'Olio
Extra Vergine di Oliva è quindi consigliato ai soggetti cardiopatici.
Fabbisogno quotidiano
La quantità ottimale di grassi insaturi di cui il nostro
organismo necessita corrisponde a 2 cucchiai al giorno. Non esistono
controindicazioni, anzi, gli effetti benefici sono molteplici e
ampiamente differenziati.
Azione antiossidante
L'Olio Extra Vergine di oliva è uno dei prodotti più
ricchi di antiossidanti naturali, agisce sull'azione nociva dei
radicali liberi, rallentando il processo di invecchiamento delle
nostre cellule.
Azioni sullo sviluppo
Ulteriori studi hanno dimostrato che l'Olio Extra Vergine di Oliva
è indispensabile all'alimentazione dei più piccoli.
Il suo contenuto di acidi, in rapporto perfettamente equilibrato,
ne fa un alimento altamente digeribile e importantissimo nei processi
di sviluppo delle ossa e del cervello. Per questo, si possono condire
con Olio Extra Vergine di Oliva le pappe dei bambini fin dal 4°-5°
mese di vita.
Digeribilità dell’olio extravergine di oliva
L'Olio Extra Vergine di Oliva non è meno digeribile di altri
oli alimentari. Al contrario, è stato dimostrato scientificamente
che è l'unico digeribile al 100%, contro percentuali decisamente
più basse di oli di altra natura (olio di semi di girasole,
arachidi, semi di mais e grassi di origine animale).
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